Acetato: che cos'è, come diventa un occhiale e come riconoscerlo
Prima di essere un occhiale, era cotone e legno. Che cos'è l'acetato di cellulosa, come si passa dalla lastra alla montatura e come distinguerlo da una plastica stampata.

Prima di essere un occhiale, era cotone e legno.
Gran parte delle montature colorate che trovi in boutique sono in acetato di cellulosa. Il nome suona tecnico, ma racconta un materiale che nasce da fibre vegetali, si lavora per sottrazione e si riconosce con le dita. Ecco come è fatto, come distinguerlo da una plastica stampata e come farlo durare.

Che cos'è l'acetato
L'acetato di cellulosa è un polimero ottenuto dalla cellulosa, la fibra delle piante, ricavata soprattutto da cotone e legno. La cellulosa viene trattata con acido acetico e poi resa lavorabile con un plastificante. Il risultato è un materiale caldo al tatto, che accetta colori profondi e si può modellare con il calore.
In Italia ha una storia precisa. Mazzucchelli, fondata nel 1849 a Castiglione Olona, in provincia di Varese, lavorava in origine la tartaruga naturale ed è oggi uno dei principali produttori al mondo di lastre di acetato per occhiali. Il suo M49 è una formulazione senza ftalati, ricavata da fonti rinnovabili e biodegradabile.
Come diventa un occhiale
La lastra
Il colore non viene dipinto: è dentro il materiale. Strati e frammenti di acetato colorato vengono uniti e pressati, poi tagliati in lastre. Il motivo havana o una trasparenza a due toni nascono così.
La fresatura
Dalla lastra si ricavano frontale e aste per asportazione, con frese che seguono il disegno della montatura. Lo spessore della lastra decide quanto volume potrà avere l'occhiale.
L'anima
Nelle aste viene inserita a caldo un'anima di metallo. È quella che, in una montatura trasparente, vedi correre lungo l'asta, e permette all'ottico di regolarla.
La burattatura
I pezzi girano a lungo in barili con trucioli di legno e paste abrasive. Gli spigoli si ammorbidiscono e la superficie si prepara alla lucidatura.
La lucidatura
Ruote di tessuto e paste lucidanti danno all'acetato la sua profondità. È il passaggio in cui si vede di più la mano di chi lavora.
Acetato o plastica stampata: come riconoscerlo
Molte montature economiche sono stampate a iniezione: il materiale fuso viene colato in uno stampo e il colore spesso è solo in superficie. Bastano pochi controlli per capire che cosa hai in mano.
Acetato
- Colore in profondità, visibile anche sul bordo
- Peso pieno, superficie liscia e calda
- Anima metallica nelle aste
- Si regola a caldo dall'ottico
- Si può rilucidare
Plastica stampata
- Colore uniforme o solo superficiale
- Molto leggera, a volte con segni dello stampo
- Aste spesso senza anima
- Si regola poco o niente
- Una volta rovinata, non si recupera
Sei acetati da guardare da vicino

Lesca Pica 3 Crystal
L'acetato trasparente mostra tutto: l'anima nelle aste, i perni delle cerniere, lo spessore reale del frontale.
Vedi la scheda
AHLEM Gambetta
Un havana luminoso, con zone miele che lasciano passare la luce: il motivo si legge meglio quando lo spessore varia.
Vedi la scheda
Sestini Ventitrè
Lo stesso motivo, all'opposto della scala: un havana scuro e lucido, dove le venature emergono solo in controluce.
Vedi la scheda
Cubitts Matilda Celadon
Un verde pieno e uniforme su una forma cat eye: qui l'acetato lavora come un pigmento, senza venature.
Vedi la scheda
Cubitts Panton Stone Blue
Un blu polveroso su un frontale quadrato: la dimostrazione che un colore tenue, in acetato, ha comunque profondità.
Vedi la scheda
AHLEM Rue du Soleil
Una trasparenza appena velata su una forma ovale: la tinta cambia intensità a seconda dello spessore che attraversa.
Vedi la schedaCome farlo durare
L'acetato teme soprattutto il calore: lasciato sul cruscotto al sole può deformarsi. Si pulisce con acqua tiepida e un panno in microfibra, senza alcol o detergenti aggressivi. Con gli anni la superficie può perdere lucentezza: una rilucidatura in boutique la riporta come era. Le altre abitudini utili sono in Come curare il tuo occhiale.
Se stai decidendo fra due materiali, il confronto con il metallo è in Occhiali in titanio o acetato. Per il motivo più classico dell'acetato, leggi Occhiali tartarugati: il motivo havana.
L'acetato è plastica?
È un materiale plastico, ma la sua base è la cellulosa di cotone e legno. Per questo si comporta in modo diverso dalle plastiche stampate: si lavora per fresatura, accetta colori in profondità e si regola a caldo.
Gli occhiali in acetato si possono regolare?
Sì. L'ottico scalda il frontale o le aste e li modella; l'anima metallica tiene la nuova forma. È uno dei motivi per cui una montatura in acetato si adatta bene al viso.
Quanto pesa un occhiale in acetato?
Dipende dallo spessore della lastra: un acetato sottile è leggero, un frontale pieno pesa di più di una montatura in titanio. Il comfort dipende anche da ponte, naselli e regolazione.
L'acetato si rovina con il sole?
Il calore intenso può deformarlo, per esempio in auto d'estate. La luce normale no. Tienilo nell'astuccio quando non lo indossi.
Riconoscilo con le dita
In boutique a Crema puoi tenere in mano un acetato trasparente, uno havana e uno a tinta piena, e sentire la differenza da una montatura stampata. Online trovi centinaia di montature in acetato, con misure e fotografie.
Fonti: Mazzucchelli 1849 · Macplas, «Dalle tartarughe alle bioplastiche»