Kuboraum chiede all’occhiale di avere una presenza. Il frontale può diventare spesso, gli angoli accentuarsi, il ponte assumere un ruolo centrale. Indossare una Mask significa scegliere anche questo rapporto con la propria immagine. Per trovare quella che senti tua, è utile capire da dove nasce il progetto e come cambia da un modello all’altro.
Berlino, la maschera e l’identità
Fondato a Berlino nel 2012 da Livio Graziottin e Sergio Eusebi, Kuboraum affida la realizzazione degli occhiali alla manifattura italiana. Il nome richiama una stanza cubica: uno spazio personale in cui sentirsi liberi di esprimere la propria identità.
La parola Mask appartiene a questa visione. La montatura può amplificare un tratto, suggerire un’attitudine, cambiare il modo in cui ci si presenta. Il progetto prende forma attraverso volumi e superfici, che meritano di essere osservati anche di lato. K5, Q8 e P31 offrono tre esempi molto diversi.
K5 Black Matt: un cat-eye deciso
Nel K5 la parte superiore sale verso le tempie, mentre la curva inferiore rimane più contenuta. Il frontale concentra così l’attenzione sulla linea alta e sulle estremità. La finitura Black Matt attenua i riflessi e rende più uniforme il nero.
La vista laterale mostra quanto il modello si sviluppi in profondità e come il volume del frontale prosegua nelle aste. Il K5 Black Matt qui presentato è una montatura da vista con misure 51, 20 e 145 millimetri. È una direzione da considerare se cerchi un cat-eye dalla struttura evidente.
Q8 Tortoise: angoli e variazioni di colore
Il Q8 costruisce la propria espressione attraverso i cambi di direzione del profilo. Gli angoli sono visibili sia nel contorno esterno sia attorno alle lenti. Il tartarugato aggiunge zone ambrate e scure, interrompendo l’uniformità della superficie senza attenuare la geometria.
La versione da vista Tortoise ha calibro 53, ponte 22 e aste 145 millimetri. Rispetto al K5, aumentano sia il calibro sia la distanza nominale del ponte. La differenza estetica, però, sta soprattutto nell’andamento angolare del frontale e nel modo in cui il colore ne evidenzia le superfici.
P31 TO: la struttura dell’aviator
Nel P31 il doppio ponte collega le due metà del frontale e ne determina il carattere. Il riferimento all’aviator è riconoscibile, ma viene interpretato attraverso uno spessore deciso e una lente che si sviluppa anche in altezza.
Il P31 TO del confronto è la versione da sole in tartarugato. Le sue misure sono 51, 19 e 145 millimetri: lo stesso calibro del K5, con un ponte e una forma differenti. Il dettaglio ravvicinato permette di osservare la profondità della barra superiore e il raccordo con il bordo delle lenti.
I modelli nell’articolo
Dall’effetto estetico alla vestibilità
Questi tre modelli aiutano a individuare una direzione: la linea ascendente del K5, gli angoli del Q8, il doppio ponte del P31. Una volta scelta, la prova deve verificare la posizione sul naso, l’apertura alle tempie e la stabilità. Un occhiale importante può essere ben proporzionato anche quando il suo volume rimane evidente.
Per confrontare i dati, parti dalle misure di una montatura che indossi comodamente e consulta la guida a calibro, ponte e aste. Il materiale e lo spessore raccontano una parte del modello; l’appoggio sul volto completa la valutazione.
| Modello | Calibro | Ponte | Aste |
|---|---|---|---|
| K5 Black Matt | 51 mm | 20 mm | 145 mm |
| Q8 Tortoise | 53 mm | 22 mm | 145 mm |
| P31 TO | 51 mm | 19 mm | 145 mm |
Misure delle versioni collegate, in millimetri. Le fotografie non sono in scala tra loro.


Un universo che comprende musica e performance
La ricerca Kuboraum continua attraverso collaborazioni e progetti artistici. Ocean Cage con ASIANDOPEBOYS ne è un esempio, con un intervento sulle Mask che coinvolge colore e lavorazioni sperimentali.
Nella selezione Kuboraum di OCCHIO convivono interpretazioni diverse di questa identità. Conoscerle permette di scegliere quanto spazio dare alla montatura nella propria immagine, dal dettaglio che incuriosisce al frontale che diventa protagonista.


