Storia di un crown panto: il Pica di Lesca Lunetier
Picasso suggerisce gli spigoli, Joël Lesca li porta nell’acetato. La storia del Pica comincia da una forma francese e finisce davanti al tuo specchio.

Guarda gli spigoli. C’è Picasso, lì dentro.
Joël Lesca prende una forma classica dell’occhialeria francese e ne cambia il carattere: taglia, accentua gli angoli, mette in evidenza i piani dell’acetato. Il riferimento è il cubismo. Il nome lo lascia intuire: Pica, da Picasso.
Come si mette una corona a una lente
Segui il bordo dal basso. La curva accompagna la lente, poi sale e incontra gli angoli della parte superiore. Eccola, la corona: il crown del crown panto. Il ponte a chiave apre un piccolo spazio sopra il naso.
Nel Pica tutto avviene in pochi centimetri. La lente rimane raccolta; attorno, l’acetato prende spazio e gli smussi moltiplicano le superfici. Per questo da davanti sembra così netto e, appena lo giri, mostra i piani degli smussi.
Il colore cambia il tono.

Black
Nel nero lucido la prima cosa che vedi è il disegno intero. La corona si stacca dal volto, il bordo tiene insieme le lenti: riconosci subito il Pica.
Poi basta inclinarlo. Una riga di luce accende uno smusso e ti accorgi che quella superficie nera ha più piani. Il colore unico lascia parlare il taglio.
Scopri Pica Black
053
Con il 053 lo sguardo si ferma anche dentro l’acetato: ambra, marroni, zone chiare e scure. Il tartarugato porta calore nella stessa geometria.
Provalo accanto al Black. Identiche misure, stesso modello; eppure potresti riconoscerti subito in uno dei due.
Scopri Pica 053Il gesto finale si vede nei riflessi
Sagomare l’acetato è soltanto una parte del lavoro. Le superfici devono incontrarsi bene, i bordi essere rifiniti, la lucidatura far emergere il disegno. Lesca conserva le lavorazioni tradizionali e il fissaggio delle aste con rivetti.
Avvicina il Pica alla luce, poi portalo al viso. Gli smussi che hai seguito con gli occhi ora incorniciano il tuo sguardo. Sul tavolo avevi scelto un colore; davanti allo specchio scopri l’espressione che ti dà.
44–25–145: che cosa significa sul volto
Il 44 è la larghezza di una lente. Attorno c’è ancora tutto quel bordo in acetato: quindi un calibro contenuto non rende automaticamente il Pica un occhiale minuscolo. Il 25 indica il ponte, il 145 la lunghezza delle aste.
Confrontalo con un paio che porti volentieri e controlla naso, tempie e stabilità. Nella guida alle misure trovi come leggere i dati; nel confronto con Posh e Corbs, altre due strade per esplorare Lesca.
| Modello | Calibro | Ponte | Aste |
|---|---|---|---|
| Pica Black | 44 mm | 25 mm | 145 mm |
| Pica 053 | 44 mm | 25 mm | 145 mm |
Calibro, ponte e aste in millimetri. Le fotografie non sono in scala.
Fonti e approfondimenti
Nero o tartarugato? Comincia da lì.
Arrivi da Verona o Cremona? Ecco come raggiungere la boutique.